Archivi categoria: articoli

La disortografia

L’apprendimento della lingua scritta si estende dalla conoscenza e produzione dei segni grafici, all’ortografia, all’utilizzo del testo come mezzo per creare e trasformare la conoscenza. Numerosi sono gli elementi coinvolti nel processo di scrittura: una buona coordinazione oculo-manuale, canali percettivi intatti, processi cognitivi prettamente linguistici, processi metalinguistici e di controllo al fine di verificare la corrispondenza tra intenzioni comunicative e produzione scritta integre. Continua a leggere

condividi "La disortografia"

La disgrafia

La disgrafia è un disturbo specifico di apprendimento del gesto grafico, che si manifesta come una difficoltà a riprodurre graficamente sia i segni alfabetici, sia quelli numerici. Alcuni autori definiscono la disgrafia “disprassia o aprassia della scrittura”, ovvero individuano in essa un disturbo degli aspetti strettamente motori della scrittura. In questa accezione si considera specifica del disturbo l’attività motoria prassica manuale e non sono di per sé interessate le regole ortografiche e sintattiche, sebbene possano influire negativamente su tali acquisizioni per le difficoltà secondarie nella rilettura e nell’autocorrezione. Questa distinzione è necessaria e importante, non solo ai fini diagnostici, quanto piuttosto per individuare il percorso riabilitativo e rieducativo più efficace. Continua a leggere

condividi "La disgrafia"

La dislessia

La dislessia è una difficoltà selettiva nella lettura, in presenza di adeguate capacità cognitive e opportunità sociali e relazionali. E in assenza di deficit sensoriali e neurologici e di disturbi psicologici primari.

Nella dislessia le difficoltà del bambino interferiscono nella vita quotidiana e nel proseguimento degli studi, e persistono nonostante un’istruzione scolastica normale. La dislessia in Italia colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare. Le difficoltà del bambino possono essere notate quando inizia a leggere e scrivere o a volte sin dall’ultimo anno di scuola materna (se si svolgono esercizi di pre-lettura e pre-scrittura). Nei casi più lievi, invece, cominciano a notarsi in terza elementare, quando la lettura ela scrittura dovrebbero diventare automatiche e non lo sono. Continua a leggere

condividi "La dislessia"

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Con la sigla DSA si identificano i Disturbi Specifici di Apprendimento caratterizzati da disturbi nell’apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettono una completa autosufficienza nell’apprendimento, poiché le difficoltà si manifestano principalmente in abilità cognitive trasversali quali la lettura, la scrittura, il calcolo. Questi disturbi si verificano in soggetti che possiedono intelligenza, caratteristiche fisiche e mentali nella norma. In sintesi i DSA vengono a raccogliere una gamma diversificata di problematiche nello sviluppo cognitivo e nell’apprendimento scolastico, non imputabili primariamente a fattori di disabilità e definibili in base al mancato raggiungimento di criteri attesi di apprendimento rispetto alle potenzialità generali del soggetto. Continua a leggere

condividi "I Disturbi Specifici dell’Apprendimento"

Il ruolo educativo dei nonni

Anche i nonni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei bambini, visto che passano svariate ore con i nipoti, in quanto oggigiorno molto spesso lavorano entrambi i genitori. Costituisce quindi sicuramente una grande fortuna per il bambino avere dei nonni! Sono tanti i genitori che riconoscono ai nonni un ruolo sostanziale nel supporto educativo. Quando non sussistono problemi di salute, i nonni rappresentano un’importante risorsa all’interno della gestione familiare. Attraverso una presenza costante essi offrono spazi, tempi e competenze per accudire i bambini nelle diverse esigenze quotidiane. Se, in alcune occasioni, la loro azione educativa può creare contrasti, di solito è attenta e rispettosa degli orientamenti dati dai genitori. Questa preziosa risorsa si configura come un aiuto concreto nell’organizzazione dei ritmi della famiglia. Il contributo educativo dei nonni, può assumere una rilevanza considerevole nello sviluppo personale del bambino e arricchire la sua capacità di socializzazione. Continua a leggere

condividi "Il ruolo educativo dei nonni"

Attacchi di panico

Gli Attacchi di Panico sono una condizione psicologica che ha visto una rapida diffusione negli ultimi decenni. Una loro caratteristica essenziale, è costituita da un preciso periodo di intensa paura o disagio: difatti, l’attacco di panico ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l’apice (di solito in dieci minuti) ed è spesso accompagnato da un senso di pericolo o di catastrofe imminente. Gli attacchi di panico, inoltre, sono caratterizzati da una serie di sintomi psichici e fisici come l’ansia, la paura di perdere il controllo oppure quella di morire, le palpitazioni, la difficoltà di respirazione o “nodo alla gola“, la nausea, i disturbi addominali, le sensazioni di formicolio o di torpore. A ben vedere, quindi, una persona con attacchi di panico sembra che viva in quei momenti un vero e proprio “terremoto emotivo“, a cui per altro si aggiunge il vissuto di imprevedibilità di un eventuale attacco successivo.  Continua a leggere

condividi "Attacchi di panico"

La gestione dello stress

È possibile definire lo stress come la condizione in cui si viene a trovare un individuo quando è ostacolato nella soddisfazione dei propri bisogni, desideri o aspirazioni. Questo ostacolo può essere temporaneo o permanente, ma l’individuo l’affronta con uno stato emotivo caratterizzato da tensione, stanchezza irritabilità. Gli ostacoli sono le richieste che l’ambiente, o la persona stessa, pone e che sono eccessive rispetto alle forze che possono essere utilizzate. Tutto questo porta a definire, in maniera generalizzata, lo stress come ogni situazione che va al di là delle risorse adattive di un individuo a causa delle richieste dell’ambiente esterno o interno all’individuo stesso. Questo comporta che richieste esterne possono combinarsi con emozioni, ricordi, conflitti interni e dar vita a ulteriori forme di stress. Qualsiasi cosa in grado di influire sull’omeostasi dell’organismo (una malattia, un esame, un nuovo amore) può potenzialmente, divenire fonte di stress. La risposta a tale stress è tutto ciò che l’organismo fa per ristabilire il proprio equilibrio. Da questa definizione, possiamo dedurre che la gamma di eventi stressanti è molto vasta. La nostra società definita la “società dell’incertezza”, sicuramente chiama l’uomo a continui e veloci cambiamenti i quali necessitano di conseguenti adattamenti e riadattamenti. Continua a leggere

condividi "La gestione dello stress"

Lo stress

Lo stress è una delle malattie tipiche del nostro tempo, della nostra società; tra le più diffuse e più preoccupanti. Il termine stress deriva dalla parola latina strictus, il cui significato sta per serrato, stretto, compresso, elementi, questi, che ben esprimono il senso di “oppressione” che una persona sperimenta proprio nelle varie situazioni stressanti. Difatti, lo stress indica al contempo sia l’affaticamento psicofisico, la tensione nervosa ed il logorio che si avvertono internamente, e sia le situazioni o i fatti esterni che ne costituiscono la causa. Continua a leggere

condividi "Lo stress"

Cyberbullismo

Per denominare le azioni aggressive e intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi, è stato recentemente proposto il termine “cyberbullismo”

In preadolescenza e adolescenza il gruppo dei pari è importantissimo. Diventa il metro di paragone con cui confrontare il proprio comportamento e il proprio modo di essere. Essere esclusi da qualsiasi gruppo, venire presi costantemente in giro per caratteristica fisica o psicologica o per un errore che si è compiuto può far soffrire molto i ragazzi. Continua a leggere

condividi "Cyberbullismo"

Educare alle emozioni

I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di scoprire il mondo delle emozioni e dei sentimenti. Le emozioni rivestono un ruolo fondamentale nella vita di bambini e ragazzi. I genitori sono chiamati ad aiutare i figli a far crescere quella che viene comunemente indicata come intelligenza emotiva. I genitori vorrebbero stabilire con i loro figli relazioni autentiche, significative e di amore. Capire il ruolo che le emozioni svolgono nei rapporti interpersonali è di fondamentale importanza, infatti, è proprio attraverso la condivisione emotiva che si entra in sintonia con gli altri. Sono le forme di comunicazione che coinvolgono la conoscenza delle nostre emozioni, la capacità di condividerle e la capacità di percepire empaticamente quelle dei nostri bambini che costituiscono le fondamenta su cui possiamo costruire con loro una relazione che continui per tutta la vita. Continua a leggere

condividi "Educare alle emozioni"
1 2 3 4 5