Articoli genitorialità

Riconoscere che il bambino è competente

Parlare di “bambino competente” significa riconoscere che la qualità delle sue attività dipende sia dai suoi sentimenti che dal suo livello di sviluppo: attraverso le sue attività il bambino esprime i sentimenti; dall’evoluzione dei suoi sentimenti dipende il suo adattamento futuro.

I bambini hanno un potente impulso ad agire e a farlo in prima persona senza chiedere aiuto. Sono capaci di ascoltare e polarizzare la loro attenzione e di mantenerla a lungo, ripetono in modo intelligente le esperienze per loro interessanti, esplorano gli oggetti e li usano in modo creativo. Continua a leggere

Per educare ci vuole tempo

Nell’era della velocità, delle notizie istantanee e delle scelte immediate, aspettare, attendere, non lasciarsi travolgere dall’attimo fuggente è diventato un privilegio che si concedono in pochi. Così la pazienza è diventata una virtù sempre più rara. Non le riconosciamo più nessun valore che invece è essenziale nei rapporti umani. Viviamo nell’era dell’alta velocità, del “tutto e subito”: i nostri orologi sono sempre sincronizzati a scadenze in arrivo, a impegni da rispettare e a programmi da portare a termine. Invece la pazienza esige una dilatazione del presente, un suo allungamento, una sosta nell’incessante divenire. E’proprio il saper attendere, che ci consente di aspettare il momento giusto, la maturazione delle cose e non il loro svanire prima che vengano messe a fuoco. Continua a leggere

La funzione educativa del gioco

L’attività ludica rappresenta un bisogno fondamentale per lo sviluppo e la crescita serena ed equilibrata del bambino, attraverso questa è possibile raggiungere una moltitudine di obiettivi. Difatti, relativamente alle diverse tipologie ludiche, il gioco possiede una straordinaria valenza educativa, permettendo al bambino di formarsi armonicamente nelle differenti dimensioni personali. Il gioco incrementa le capacità pratiche e le conoscenze (funzione cognitiva), i bambini esprimono conflitti, disagio e situazioni ansiogene (funzione emotiva), entrano in relazione con gli altri (funzione socializzante), ognuna di esse, se ben realizzate e connesse con le altre, contribuiscono ad irrobustire i molteplici aspetti personali del bambino. Continua a leggere

Educare alla resilienza

Un altro punto debole dei bambini del nostro tempo è la fragilità nella gestione delle inevitabili frustrazioni che la vita sociale comporta. Ogni “no” e ogni insuccesso sembra scatenare nei bambini di oggi una sofferenza e una reazione spropositata rispetto all’effettiva gravità dei fatti.

Il concetto di resilienza in psicologia indica la capacità di una persona di fare appello alle sue risorse interiori per reagire a una situazione sfavorevole e sviluppare una personalità positiva. Nella sua accezione maggiormente condivisa, il concetto di resilienza si riferisce a quel processo dinamico che consente di mantenere un adattamento positivo malgrado un contesto in cui il soggetto è messo alla prova da circostanze avverse, adattamento che può consistere tanto nel raggiungimento di esiti evolutivi funzionali quanto nell’evitamento di esiti mal adattivi. Continua a leggere

Il ruolo educativo dei nonni

Anche i nonni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei bambini, visto che passano svariate ore con i nipoti, in quanto oggigiorno molto spesso lavorano entrambi i genitori. Costituisce quindi sicuramente una grande fortuna per il bambino avere dei nonni! Sono tanti i genitori che riconoscono ai nonni un ruolo sostanziale nel supporto educativo. Quando non sussistono problemi di salute, i nonni rappresentano un’importante risorsa all’interno della gestione familiare. Attraverso una presenza costante essi offrono spazi, tempi e competenze per accudire i bambini nelle diverse esigenze quotidiane. Se, in alcune occasioni, la loro azione educativa può creare contrasti, di solito è attenta e rispettosa degli orientamenti dati dai genitori. Questa preziosa risorsa si configura come un aiuto concreto nell’organizzazione dei ritmi della famiglia. Il contributo educativo dei nonni, può assumere una rilevanza considerevole nello sviluppo personale del bambino e arricchire la sua capacità di socializzazione. Continua a leggere

Educare alle emozioni

I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di scoprire il mondo delle emozioni e dei sentimenti. Le emozioni rivestono un ruolo fondamentale nella vita di bambini e ragazzi. I genitori sono chiamati ad aiutare i figli a far crescere quella che viene comunemente indicata come intelligenza emotiva. I genitori vorrebbero stabilire con i loro figli relazioni autentiche, significative e di amore. Capire il ruolo che le emozioni svolgono nei rapporti interpersonali è di fondamentale importanza, infatti, è proprio attraverso la condivisione emotiva che si entra in sintonia con gli altri. Sono le forme di comunicazione che coinvolgono la conoscenza delle nostre emozioni, la capacità di condividerle e la capacità di percepire empaticamente quelle dei nostri bambini che costituiscono le fondamenta su cui possiamo costruire con loro una relazione che continui per tutta la vita. Continua a leggere

Educare alle regole

Mettere regole e confini chiari ai comportamenti dei figli è sicuramente il compito più difficile che i genitori son chiamati ad affrontare, specialmente quando si trovano davanti a figli in età adolescenziale. Acquisire le regole vuol dire diventare persone costruttive e sviluppare una sensazione di sicurezza e non di dispersione o di assenza di punti di riferimento.

Tenendo conto dell’età e della specificità individuale del figlio, la regola è lo strumento per eccellenza che regola la relazione, ma non crediamo essere il solo elemento fondante dello sviluppo della personalità di un individuo. Infatti, l’impatto che, la norma impartita dal genitore, ha sul figlio crea una struttura che dà un contenimento all’individuo, che gli permette la crescita ed è di guida al processo educativo. Continua a leggere

Educare ai valori in famiglia

I valori rappresentano gli elementi più importanti per la salute psichica di tutta la famiglia. Essi sono una fonte di motivazione, rappresentano una ri­sposta valida alla ricerca di senso dell’uomo.

Grazie ai valori i membri della famiglia, e in modo particolare i soggetti in età evolutiva, sperimen­tano la significatività della propria esistenza e ciò accade più di frequente attraverso la relazione ri­levante tra genitori e figli. Tra i valori che vogliamo affrontare c’è la misericordia e il perdono all’inter­no della famiglia. Prima di approfondire il valore educativo della misericordia vogliamo fermarci sui valori in generale nell’ambito dell’educazione fa­migliare. Nella situazione attuale di crisi profonda di senso, occorre tornare alla radice umana della capacità educativa, riscoprendo qualcosa di ele­mentare e quindi semplice, fondamento per una rinnovata esperienza educativa, che permette di essere genitori propositivi, costruttivi e solidali, nel difficile contesto sociale in cui viviamo.

Ci chiediamo: I genitori hanno un progetto educa­tivo? Quali orientamenti seguono per il bene dei propri figli? Quali direzioni valoriali, etiche, morali scelgono? Continua a leggere

Comunicare e apprendere 2.0

“Le nuove tecnologie possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano” Benedetto XVI

Riportando il pensiero di Tonioni, l’era digitale ed il processo mediante il quale si è instaurata hanno principalmente le caratteristiche di un’evoluzione, più che di una rivoluzione. Quando ci si accorge di un cambiamento tanto radicale, quanto silenzioso, si viene colti quasi di sorpresa: abbiamo la sensazione che qualcosa sia avvenuto al di fuori della nostra consapevolezza. L’evoluzione digitale ha dunque seguito un percorso diluito e silenzioso (Tonioni, 2013, 57).

Quando si parla di “impatto” delle nuove tecnologie sulla società e sulla cultura si fornisce dunque una metafora inadeguata o perlomeno fortemente criticabile: le trasformazioni dell’era digitale hanno ridisegnato la nostra vita in modo graduale. Continua a leggere

Saper dire NO ai figli per aiutarli nella crescita

Saper dire ‘No’ è oggi una competenza indispensabile, ma non semplice da praticare in quanto non è data a priori ma implica la capacità di una gestione corretta dei conflitti e delle divergenze. Dire ‘No’ significa, infatti, quasi sempre dire “conflitto” e quante volte nella vita quotidiana, e in particolare in ambito educativo, abbiamo evitato un No necessario e legittimo per non dover affrontare il conflitto che ne deriva? Il tema del ‘No’ è quindi particolarmente interessante perché la capacità di sostenere il “divieto”, e quindi di saper dire No ai figli, è una competenza imprescindibile per poter educare. Continua a leggere

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