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Convegno: “Educare alla felicità a scuola”

Venerdì 5 Aprile 2019 dalle ore 8.30 alle 13.30, presso la Pontificia Università Salesiana, Piazza Ateneo Salesiano, 1 – Roma (zona Nuovo Salario). Si terrà il convegno: “Educare alla felicità a scuola. Una relazione educativa efficace tra famiglie, alunni ed insegnanti”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti previa iscrizione tramite e-mail: eventi.psicologia@unisal.it 

 

 

 

Genitori – Figli e nuove tecnologie

Il rapporto dei ragazzi con i nuovi media viene percepito dai genitori con un senso di ambivalenza: timori e diffidenza legati ai possibili e concreti rischi, ma anche fiducia e apertura verso le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questa contraddizione spesso tende a polarizzare la discussione quando mi trovo a fare conferenze su questo tema ai genitori, contrapponendo i rischi alle opportunità o viceversa, invece di accogliere il fatto che nella realtà quotidiana i rischi viaggiano insieme alle opportunità e tutto questo può diventare una sfida educativa, con la consapevolezza di dover essere equipaggiati come educatori (nelle conoscenze teoriche, nelle abilità tecnologiche ma soprattutto nelle competenze educative e relazionali) per sostenere e accompagnare i figli.
Alle consuete difficoltà che alimentano lo scontro tra genitori e figli, oggi, si aggiunge la consapevolezza tutta nuova dei genitori di non avere che pochi o minimi strumenti per comprendersi reciprocamente. In fondo è la prima volta nella storia dell’educazione che capita di vedere i giovani con più competenze tecnologiche degli adulti. La relazione dunque di fronte ai nuovi mezzi di comunicazione tra genitori e figli non di rado è difficile o più complicata di un tempo. Spesso ambivalente. Perché gli adulti da una parte criticano l’uso degli strumenti tecnologici che fanno parte integrante della vita dei figli e dall’altra li adottano massicciamente e a volte più disfunzionalmente dei loro figli. Continua a leggere

Come affrontare l’inserimento del bambino nella scuola dell’infanzia

Frequentare per la prima volta la scuola dell’infanzia significa fare un vero e proprio ingresso in società, oltre che un incredibile atto di fiducia nei confronti delle insegnanti a cui i genitori affidano quanto più di prezioso hanno al mondo: il loro bambino. La scuola dell’infanzia è una piccola collettività in miniatura che allena al senso dell’impegno, alla possibilità di differire la gratificazione per ottenere dei risultati a lungo termine; che insegna a cooperare con gli altri nonostante le differenze o i conflitti che possono insorgere; che offre occasioni di crescita, di autonomia e di conoscenza della realtà. Si creano legami, si sentono emozioni e se ne riconosce il significato, ci si allena a tollerare piccole frustrazioni, a sperimentare dei limiti e delle attese.
Quando un bimbo inizia a frequentare la scuola dell’infanzia, tutto il sistema familiare affronta questo importante cambiamento: esso può essere vissuto come un vincolo o una opportunità. Se di fronte alla fatica e alla frustrazione il genitore crolla, difficilmente sarà possibile fare un buon inserimento, se invece si ha la convinzione che questo passo i bambini lo possono fare allora si apre un mondo. Continua a leggere

Per educare ci vuole tempo

Nell’era della velocità, delle notizie istantanee e delle scelte immediate, aspettare, attendere, non lasciarsi travolgere dall’attimo fuggente è diventato un privilegio che si concedono in pochi. Così la pazienza è diventata una virtù sempre più rara. Non le riconosciamo più nessun valore che invece è essenziale nei rapporti umani. Viviamo nell’era dell’alta velocità, del “tutto e subito”: i nostri orologi sono sempre sincronizzati a scadenze in arrivo, a impegni da rispettare e a programmi da portare a termine. Invece la pazienza esige una dilatazione del presente, un suo allungamento, una sosta nell’incessante divenire. E’proprio il saper attendere, che ci consente di aspettare il momento giusto, la maturazione delle cose e non il loro svanire prima che vengano messe a fuoco. Continua a leggere

Educare alla resilienza

Un altro punto debole dei bambini del nostro tempo è la fragilità nella gestione delle inevitabili frustrazioni che la vita sociale comporta. Ogni “no” e ogni insuccesso sembra scatenare nei bambini di oggi una sofferenza e una reazione spropositata rispetto all’effettiva gravità dei fatti.

Il concetto di resilienza in psicologia indica la capacità di una persona di fare appello alle sue risorse interiori per reagire a una situazione sfavorevole e sviluppare una personalità positiva. Nella sua accezione maggiormente condivisa, il concetto di resilienza si riferisce a quel processo dinamico che consente di mantenere un adattamento positivo malgrado un contesto in cui il soggetto è messo alla prova da circostanze avverse, adattamento che può consistere tanto nel raggiungimento di esiti evolutivi funzionali quanto nell’evitamento di esiti mal adattivi. Continua a leggere

Il ruolo educativo dei nonni

Anche i nonni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei bambini, visto che passano svariate ore con i nipoti, in quanto oggigiorno molto spesso lavorano entrambi i genitori. Costituisce quindi sicuramente una grande fortuna per il bambino avere dei nonni! Sono tanti i genitori che riconoscono ai nonni un ruolo sostanziale nel supporto educativo. Quando non sussistono problemi di salute, i nonni rappresentano un’importante risorsa all’interno della gestione familiare. Attraverso una presenza costante essi offrono spazi, tempi e competenze per accudire i bambini nelle diverse esigenze quotidiane. Se, in alcune occasioni, la loro azione educativa può creare contrasti, di solito è attenta e rispettosa degli orientamenti dati dai genitori. Questa preziosa risorsa si configura come un aiuto concreto nell’organizzazione dei ritmi della famiglia. Il contributo educativo dei nonni, può assumere una rilevanza considerevole nello sviluppo personale del bambino e arricchire la sua capacità di socializzazione. Continua a leggere

Cyberbullismo

Per denominare le azioni aggressive e intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi, è stato recentemente proposto il termine “cyberbullismo”

In preadolescenza e adolescenza il gruppo dei pari è importantissimo. Diventa il metro di paragone con cui confrontare il proprio comportamento e il proprio modo di essere. Essere esclusi da qualsiasi gruppo, venire presi costantemente in giro per caratteristica fisica o psicologica o per un errore che si è compiuto può far soffrire molto i ragazzi. Continua a leggere

Educare alle emozioni

I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di scoprire il mondo delle emozioni e dei sentimenti. Le emozioni rivestono un ruolo fondamentale nella vita di bambini e ragazzi. I genitori sono chiamati ad aiutare i figli a far crescere quella che viene comunemente indicata come intelligenza emotiva. I genitori vorrebbero stabilire con i loro figli relazioni autentiche, significative e di amore. Capire il ruolo che le emozioni svolgono nei rapporti interpersonali è di fondamentale importanza, infatti, è proprio attraverso la condivisione emotiva che si entra in sintonia con gli altri. Sono le forme di comunicazione che coinvolgono la conoscenza delle nostre emozioni, la capacità di condividerle e la capacità di percepire empaticamente quelle dei nostri bambini che costituiscono le fondamenta su cui possiamo costruire con loro una relazione che continui per tutta la vita. Continua a leggere

Educare alle regole

Mettere regole e confini chiari ai comportamenti dei figli è sicuramente il compito più difficile che i genitori son chiamati ad affrontare, specialmente quando si trovano davanti a figli in età adolescenziale. Acquisire le regole vuol dire diventare persone costruttive e sviluppare una sensazione di sicurezza e non di dispersione o di assenza di punti di riferimento.

Tenendo conto dell’età e della specificità individuale del figlio, la regola è lo strumento per eccellenza che regola la relazione, ma non crediamo essere il solo elemento fondante dello sviluppo della personalità di un individuo. Infatti, l’impatto che, la norma impartita dal genitore, ha sul figlio crea una struttura che dà un contenimento all’individuo, che gli permette la crescita ed è di guida al processo educativo. Continua a leggere

Educare ai valori in famiglia

I valori rappresentano gli elementi più importanti per la salute psichica di tutta la famiglia. Essi sono una fonte di motivazione, rappresentano una ri­sposta valida alla ricerca di senso dell’uomo.

Grazie ai valori i membri della famiglia, e in modo particolare i soggetti in età evolutiva, sperimen­tano la significatività della propria esistenza e ciò accade più di frequente attraverso la relazione ri­levante tra genitori e figli. Tra i valori che vogliamo affrontare c’è la misericordia e il perdono all’inter­no della famiglia. Prima di approfondire il valore educativo della misericordia vogliamo fermarci sui valori in generale nell’ambito dell’educazione fa­migliare. Nella situazione attuale di crisi profonda di senso, occorre tornare alla radice umana della capacità educativa, riscoprendo qualcosa di ele­mentare e quindi semplice, fondamento per una rinnovata esperienza educativa, che permette di essere genitori propositivi, costruttivi e solidali, nel difficile contesto sociale in cui viviamo.

Ci chiediamo: I genitori hanno un progetto educa­tivo? Quali orientamenti seguono per il bene dei propri figli? Quali direzioni valoriali, etiche, morali scelgono? Continua a leggere

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