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Intervista sulla didattica a distanza su Adnkronos

Guarda l’intervista che ho rilasciato per Adnkronos sulla didattica a distanza dal titolo: La scuola on line tra disagi e incertezze.

Nella migliore delle ipotesi di loro se ne parla poco. Eppure, tra le vittime dell’emergenza sanitaria, sono quelli che rischiano di riportare i danni più duraturi. Non parliamo di ristoranti o spiagge. Parliamo dei bambini, specie di quelli della scuola primaria: da mesi senza lezioni in presenza, da mesi privati della socialità in classe.

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La didattica a distanza. Gli aspetti psicologici

L’ordine degli Psicologi del Lazio ha intervistato il Prof. Alessandro Ricci Psicologo-Psicoterapeuta docente di Psicologia dell’Educazione presso l’Università Salesiana di Roma.
L’intervista dal titolo: “La didattica a distanza, gli aspetti psicologici” ha voluto mettere in evidenza, in questo difficile momento per la scuola di ogni ordine e grado, il rischio di perdere la dimensione psicologica ed emotiva degli alunni, insegnanti e genitori. Nel video sono affrontati diversi interrogativi e vengono fornite diverse riflessioni e approcci pratici molto utili per psicologi, insegnanti e genitori.

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A scuola tutti connessi e poi? Ma siamo sicuri che la scuola stia tutelando la salute dei bambini e ragazzi?

Da settimane gli alunni, di ogni ordine e grado, sono rinchiusi in casa e non si recano più a scuola e sarà così, sicuramente, fino all’inizio del prossimo anno scolastico. La giusta decisione presa dal Governo è stata dettata per motivi di salute ma siamo proprio sicuri che quello che la scuola sta proponendo ai suoi alunni (forse spinti da molti genitori) tuteli davvero la loro salute? Certamente insegnare ed apprendere a distanza, in una situazione di quarantena totale come l’attuale, è un’esperienza del tutto nuova. Mi sembra, però, che si stiano, da più parti, buttando alla rinfusa idee e proposte che non sono in linea con le caratteristiche evolutive degli alunni e la loro attuale situazione emotiva e psicologica che li sta attraversando e forse cambiando. In questi concitati giorni si stanno facendo parlare tutti tranne chi è esperto di educazione e apprendimento. Eppure si parla di scuola e la scuola è una cosa seria. Stiamo piazzando per ore bambini e ragazzi davanti a dispositivi digitali che prima che arrivasse la pandemia tutti noi, esperti di educazione, ne sottolineavamo il pericolo e il rischio che questi hanno, soprattutto nei bambini. Mi sembra che questo videolezionismo sia esagerato. Bisognerebbe che gli insegnanti e i genitori se ne rendessero conto. La videolezione, soprattutto nella scuola dell’infanzia e primaria, è faticosissima. L’apprendimento è una cosa seria e implica un insieme di competenze cognitive e relazionali che in questi ambiti virtuali si perdono. Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, è di fondamentale importanza capire che dare priorità alla didattica è un grave errore. La didattica va contestualizzata. Non possiamo immobilizzare un bambino per diverse ore al giorno davanti ad un computer. La didattica digitale, dal punto di vista pedagogico, è importante e interessante ma una conversione totale e improvvisata fa danni irreversibili; siccome tale didattica non può colmare l’assenza dei bambini in classe, va pensata in modo tale che questa accompagni quella tradizionale. Continua a leggere

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