EduCare alla genitorialità

Manuale operativo a uso formativo e autoformativo per potenziare e sostenere le competenze genitoriali
Essere genitori oggi è una realtà più complessa da affrontare e gestire che in passato! Partendo da questa osservazione e constatazione, gli autori del libro offrono la possibilità di approfondire e capire cosa significhi crescere come genitori, iniziando dai bisogni educativi dei figli, che devono essere riconosciuti e letti in profondità, per poter strutturare adeguatamente e il più possibile efficacemente la propria azione educativa. Tutto questo richiede inoltre una rivisitazione continua delle proprie rappresentazioni interne rispetto all’immagine di sé, del proprio passato di figli e come genitori.
In questa prospettiva le attività formative alla genitorialità, inserite all’interno di questo volume, sono riconducibili ad un approccio essenzialmente preventivo e promozionale, così da corrispondere al meglio ai bisogni delle famiglie in tema di educazione. La logica sottesa è quella del “prendersi cura dei genitori per prendersi cura delle famiglie, della coppia e dei minori”, rafforzando i fattori protettivi, le competenze e le capacità di coping dei genitori, facendo leva sulle risorse esistenti, sul rinforzo e la valorizzazione delle potenzialità latenti, sulla motivazione e sulle abilità relazionali, comunicative e di gestione dei problemi inerenti alle sfide educative odierne.
Il volume è suddiviso in due parti. La prima fornisce al lettore un breve excursus teorico, contenente gli elementi caratteristici della genitorialità e le principali peculiarità evolutive dei figli di ciascuna età, con alcuni suggerimenti educativi. La parte teorica s’interseca con le sezioni del manuale operativo per poter facilitare, in seguito, l’utilizzo delle varie attività.
La seconda parte è costituita da un ricco manuale operativo, suddiviso in dieci aree, e indirizzato al potenziamento e al supporto delle funzioni genitoriali di accudimento (emotive, affettive, ludiche, mediali, autonomia, normative, regolative, relazionali e comunicative) e al miglioramento delle relazioni intra familiari (coppia, gestione dei conflitti e resilienza familiare). Le sezioni del manuale raggruppano circa centocinquanta attività, giochi e schede di lavoro, che traggono ispirazione anche da racconti, film, cortometraggi e video musicali, approfondendo gli argomenti specifici. Sono inoltre proposti alcuni sintetici decaloghi di indicazioni, con il supporto di dispense e strumenti (questionari/test) speculativi per analizzare, verificare e approfondire alcune funzioni/aree. Il lettore, inoltre, troverà, on-line, ulteriori materiali scaricabili come: schede formative, giochi dell’oca sull’autobiografia inerenti alla genitorialità, alle regole e alla famiglia, carte di presentazione e sui conflitti.
Questo manuale si propone come uno strumento operativo e di riflessione per la formazione di base, ed è pensato con una duplice ottica esecutiva: quella di utilizzare le attività, attraverso la realizzazione di possibili percorsi di gruppo alla genitorialità, promossi da formatori, psicologi, educatori e operatori della pastorale familiare e per un lavoro individuale auto-formativo, di cui può avvalersi il singolo genitore che desidera conoscersi e migliorare.
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Mass-media e condotte aggressive nei giovani

Le complesse sfide che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale”.

Giovanni Paolo II,  2005.

Con il presente articolo si vuole porre l’attenzione sulla relazione tra la condotta aggressiva nei giovani e le scene violente veicolate dai mass media. In modo particolare nel mio intervento mi focalizzerò, allo sviluppo dei comportamenti aggressivi legati principalmente all’uso del mezzo televisivo e dei videogiochi e della forte presenza in essi di contenuti violenti.   Dopo aver analizzato cosa si intende per condotta aggressiva prenderò in considerazione il rapporto tra i giovani e i media violenti evitando di ritenere banale l’affermazione comune dell’influenza di questi sul comportamento aggressivo ma riflettendo sul fenomeno, con l’aiuto di opportune teorie ed individuando piste di interventi e prospettive educative.    Continua a leggere

CORSO: FORMATORI IN EDUCAZIONE FAMILIARE

Il corso offre competenze teorico-pratiche a quanti, operando nei settori socio-educativo e della formazione, si occupano della genitorialità.
In base ai 10 moduli proposti nel volume EduCare alla genitorialità gli operatori socio-sanitari e i formatori possono sperimentare diverse attività inserite nel manuale operativo per poter realizzare percorsi strutturati o singoli incontri rivolti ai genitori.
Formatori: Alessandro Ricci e Marco Maggi
Ore di formazione e modalità di realizzazione: 12 ore corso online
Destinatari del corso: insegnanti, psicologi, educatori, animatori, assistenti sociali, pedagogisti, catechisti, operatori della pastorale familiare, genitori rappresentati di classe ….e a chi desidera comprendere maggiormente la genitorialità .
Date:
27 novembre 2021 dalle 9.00-13.00 e dalle 15.00-19.00
28 novembre 2021 dalle 9.00-13.00
Per informazioni e iscrizioni: inviare un SMS al n° 3408796318
Iscrizione entro il 25 novembre 2021
Costo: 100 euro + acquisto manuale /volume

Webinar: “Vietato ai minori di 14 anni. Quando è il momento di dare lo smartphone ai tuoi figli?”

 

L’Istituto di Psicologia dell’Università Pontificia Salesiana di Roma organizza Giovedì 21 Ottobre dalle 18.30 alle 19.30 il Webinar dal titolo: “Vietato ai minori di 14 anni” Sai davvero quando è il momento giusto per dare lo smartphone ai tuoi figli? La tematica sarà introdotta dal Prof. Formella e seguirà l’intervento del Prof. Pellai (Università degli Studi di Milano). Si tratta di un’iniziativa che apre una riflessione educativa significativa nell’epoca dei social media. Si dovrebbe evitare, infatti, che bambini e i preadolescenti abbiano uno smartphone personale fino ai quattordici anni. La ragione è semplice: disporre di un dispositivo proprio che consente l’accesso alla rete non risponde ai loro bisogni e interferisce con la crescita. Il fatto che i ragazzi abbiano una confidenza che sembra innata con questi mezzi non significa che li sappiano usare davvero, che siano capaci di gestire la dipendenza o l’enorme esposizione che il mondo online, con i videogiochi o con i social, può dare. Questa attesa a volte risulterà logorante per i continui litigi e l’accusa di essere “antichi”. Ma è un rischio che abbiamo il dovere di correre, di fronte ai dati sempre più allarmanti che stanno venendo alla luce sull’uso precoce e senza limiti delle tecnologie.