Intervista Adnkronos: “La scuola on line, tra disagi e incertezze”

La #scuola online, tra disagi e incertezzeNella migliore delle ipotesi di loro se ne parla poco. Eppure, tra le vittime dell’emergenza sanitaria, sono quelli che rischiano di riportare i danni più duraturi. Non parliamo di ristoranti o spiagge. Parliamo dei bambini, specie di quelli della scuola primaria: da mesi senza lezioni in presenza, da mesi privati della socialità in classe.

Posted by Adnkronos on Thursday, 28 May 2020

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Intervista Ordine Psicologi Lazio. “La didattica a distanza. Gli aspetti psicologici”

Guarda la mia intervista che l’Ordine degli Psicologi del Lazio mi ha fatto su gli aspetti psicologici della didattica a distanza.

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La scuola come luogo educativo

La scuola è, subito dopo la famiglia, la principale agenzia di socializzazione e formazione della personalità del bambino e del preadolescente. Il suo compito fondamentale è fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e, infine, formare alla cittadinanza e alla vita democratica. La scuola è prima di tutto studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma è anche educazione, teatro di crescita civile e di cittadinanza; è luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie, che, in molti casi, resteranno per tutta la vita. Continua a leggere

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La gestione dell’ansia e dello stress da quarantena come fare?

Dopo l’inziale stupore per la necessaria quarantena, tutti noi siamo passati all’ansia data dall’incertezza per il nostro prossimo futuro. Più volte ci siamo fatti queste domande: “Chissà come andrà nei prossimi giorni”; “Certo sono davvero preoccupato, qui non si sa come andrà a finire”; “viviamo alla giornata ormai, chissà quando si potrà uscire di nuovo” e così via. Tante volte, in questi giorni, pronunciamo frasi di questo tipo per esprimere la nostra preoccupazione rispetto alla pandemia in atto. È normale e comprensibile.
Lo stress potrebbe aver preso il sopravvento portando a galla litigi irrisolti in famiglia, scontri col partner, pensieri negativi, paure, attacchi d’ansia, rabbia, angoscia.
Ecco di seguito alcuni piccoli consigli per gestire ansia e stress di questi giorni difficili. Continua a leggere

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A scuola tutti connessi e poi? Ma siamo sicuri che la scuola stia tutelando la salute dei bambini e ragazzi?

Da settimane gli alunni, di ogni ordine e grado, sono rinchiusi in casa e non si recano più a scuola e sarà così, sicuramente, fino all’inizio del prossimo anno scolastico. La giusta decisione presa dal Governo è stata dettata per motivi di salute ma siamo proprio sicuri che quello che la scuola sta proponendo ai suoi alunni (forse spinti da molti genitori) tuteli davvero la loro salute? Certamente insegnare ed apprendere a distanza, in una situazione di quarantena totale come l’attuale, è un’esperienza del tutto nuova. Mi sembra, però, che si stiano, da più parti, buttando alla rinfusa idee e proposte che non sono in linea con le caratteristiche evolutive degli alunni e la loro attuale situazione emotiva e psicologica che li sta attraversando e forse cambiando. In questi concitati giorni si stanno facendo parlare tutti tranne chi è esperto di educazione e apprendimento. Eppure si parla di scuola e la scuola è una cosa seria. Stiamo piazzando per ore bambini e ragazzi davanti a dispositivi digitali che prima che arrivasse la pandemia tutti noi, esperti di educazione, ne sottolineavamo il pericolo e il rischio che questi hanno, soprattutto nei bambini. Mi sembra che questo videolezionismo sia esagerato. Bisognerebbe che gli insegnanti e i genitori se ne rendessero conto. La videolezione, soprattutto nella scuola dell’infanzia e primaria, è faticosissima. L’apprendimento è una cosa seria e implica un insieme di competenze cognitive e relazionali che in questi ambiti virtuali si perdono. Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, è di fondamentale importanza capire che dare priorità alla didattica è un grave errore. La didattica va contestualizzata. Non possiamo immobilizzare un bambino per diverse ore al giorno davanti ad un computer. La didattica digitale, dal punto di vista pedagogico, è importante e interessante ma una conversione totale e improvvisata fa danni irreversibili; siccome tale didattica non può colmare l’assenza dei bambini in classe, va pensata in modo tale che questa accompagni quella tradizionale. Continua a leggere

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Famiglia e scuola ai tempi del coronavirus

La pesante situazione che stiamo vivendo in questo momento difficile del coronavirus sta avendo un impatto significativo nella vita di tutti. E’ inevitabile che i bambini e i ragazzi risentano di questa situazione: e non solo perché sentono tante notizie ma anche perché vedono gli adulti intorno a loro preoccupati. Attenzione, in questo momento i bambini e i ragazzi hanno bisogno di prevedibilità e rassicurazioni: allora la chiusura delle scuole e l’interruzione delle attività sportive e ricreative rappresentano un’importante rottura delle loro routine quotidiane.
In queste settimane, navigando sui social, vedo genitori che, in modo un po’ concitato, chiedono come occupare il tempo dei bambini o come indurli a fare i compiti; vedo scuole che si organizzano con attività didattiche di vario tipo; vedo siti ricchi di proposte ricreative innovative, stimolanti, educative, ecc.
Tutto giusto. Però, se posso permettermi: calma!

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