Famiglia e scuola ai tempi del coronavirus

La pesante situazione che stiamo vivendo in questo momento difficile del coronavirus sta avendo un impatto significativo nella vita di tutti. E’ inevitabile che i bambini e i ragazzi risentano di questa situazione: e non solo perché sentono tante notizie ma anche perché vedono gli adulti intorno a loro preoccupati. Attenzione, in questo momento i bambini e i ragazzi hanno bisogno di prevedibilità e rassicurazioni: allora la chiusura delle scuole e l’interruzione delle attività sportive e ricreative rappresentano un’importante rottura delle loro routine quotidiane.
In queste settimane, navigando sui social, vedo genitori che, in modo un po’ concitato, chiedono come occupare il tempo dei bambini o come indurli a fare i compiti; vedo scuole che si organizzano con attività didattiche di vario tipo; vedo siti ricchi di proposte ricreative innovative, stimolanti, educative, ecc.
Tutto giusto. Però, se posso permettermi: calma!

I bambini hanno una loro capacità di adattamento. Non subiranno grandi traumi se, per un pomeriggio, non sapremo proporre loro qualche attività fantascientifica e li vedremo un po’ annoiati.
Non avranno gravi disturbi dello sviluppo se, annoiandosi, litigheranno un po’ più con fratelli o genitori.
Non patiranno importanti ritardi di apprendimento se non faranno tutti, ma proprio tutti i compiti, o se non li faranno perfettamente o se non li faranno con entusiasmo e impegno.
Insomma, siamo di fronte ad una situazione eccezionale ed imprevista. Ma non facciamoci prendere dall’ansia di gestire tutto. Perché i bambini sono spugne emotive, assorbono tutta l’ansia che li circonda (anche se cerchiamo di nasconderla): ed allora sì che rischiamo di creare dei problemi ai nostri bambini.
Mentre rispettiamo le indicazioni del governo, occorre iniziare a pensare alle conseguenze, già in atto nelle persone, derivanti da un periodo di isolamento sociale così lungo. Uno sguardo particolare occorre rivolgerlo alle persone più fragili, tra cui i bambini, chiusi in casa da settimane in una condizione di deprivazione. Questa condizione sta facendo saltare molte delle fondamentali e invariate condizioni di far crescere in modo sano i bambini. Nonostante il coronavirus la psicologia evolutiva e la psicologia dell’educazione non si sono modificate e le regole che valevano qualche settimana fa sono ancora valide e necessarie da mantenere anche se, oggi, con qualche leggera tolleranza.
Mi permetto di fare qualche esempio:
i bambini hanno bisogno di regole e di routine il più possibile vicine a quelle che avevano prima della pandemia.
I bambini hanno bisogno di adulti che si affiancano a loro costruendo relazioni di vicinanza e contenimento. In questo momento lo stare in relazione con loro conta più di qualsiasi altra cosa.
I bambini hanno bisogno di adulti che contengano e aiutino ad esternare o gestire le loro emozioni. Stiamo accanto a loro e cerchiamo di costruire momenti positivi e non solo di paura e di angoscia.
Mi permetto ora di fare qualche esempio riguardante la scuola:
in questo momento la scuola sta manifestando tutta la sua competenza, impegno e passione nel cercare, attraverso nuovi modi, di stare in contatto con gli alunni. Ma anche qui calma!
Per quanto riguarda la scuola primaria fare didattica a distanza non è così facile e scontata, infatti i bambini che frequentano questo ordine scolastico non sono in grado di poter fare lezione a distanza né sono in grado di poter organizzare il lavoro on-line senza il forte supporto dei genitori. Allora la scuola dovrebbe cercare di dare alcuni (non troppi) compiti per tenere allenati i bambini all’impegno. Le maestre potrebbero mandare dei piccoli saluti ai bambini tramite dei piccoli video in cui, oltre a salutarli, potrebbero incoraggiarli a continuare, nonostante tutto, a impegnarsi nel fare i piccoli impegni a loro affidati. Le maestre potrebbero fare delle lezioni in PowerPoint dove poter dare piccoli suggerimenti su come studiare e svolgere i compiti a loro assegnati. Sicuramente quando si potrà tornare nelle scuole tutti saranno in grado di recuperare e di colmare quello che, in queste settimane, non è stato fatto. Infatti, a questa età la capacità di recuperare è molto più veloce di quella di noi adulti! Credetemi, non saranno le parti di programma svolte in più o in meno in questa fase a fare la differenza: un’intera generazione di studenti è coinvolta in questo stop and go. Al termine di questo periodo ci sarà una complessa fase di riadattamento personale, civile ed anche scolastico. Ma riguarderà tutti: significherà ricreare nelle classi le condizioni psicologiche e didattiche per ripartire con rinnovato entusiasmo ed una nuova consapevolezza.
In questi giorni per il mio lavoro sono in contatto con molti dirigenti scolastici e insegnanti di scuole statali e paritarie e devo riconoscere il grande sforzo, impegno e passione che ciascuno sta mettendo a servizio della comunità educante. A loro va il mio grazie!

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